lunedì, luglio 08, 2024

Vittoria Lupi


VITA NELLE NOSTRE PARROCCHIE
CAMMINIAMO INSIEME
Parrocchia di Luzzara (RE)

Ricordando Vittoria
In memoria di Vittoria Lupi nell’ottavo anno della sua nascita al Padre.

Giovedì 27 giugno 2016 ci lasciava Vittoria Lupi, dopo una breve malattia. Nel periodo di 27 giorni (dal 31 maggio al 27 giugno) in cui è stata ricoverata all’ospedale di Guastalla, ha dato l’esempio di come una cristiana sopporta la sofferenza e ha mostrato la sua disponibilità all’incontro con il Padre.
Nella sua vita ha amato la chiesa di Luzzara in modo totale, e con essa i fratelli e le sorelle nella fede; è stata un faro luminoso per i vicini ma anche per i lontani.
Attingeva la sua grande umanità da una intensa vita di fede, formatasi per 50 anni come Consacrata Secolare nell’Istituto Maria SS. Annunziata aggregato alla  Società San Paolo, Famiglia Paolina fondata dal beato don Giacomo Alberione.
Ancora oggi è presente il suo ricordo in tanti luzzaresi, e non solo, che l’hanno conosciuta.

Ecco un articolo, scritto da Vittoria nel 2000

La chiesa: luogo della mia adorazione

Tutto amo nella mia Chiesa Parrocchiale: l’altare del tabernacolo, da cui Gesù mi guarda e mi parla;  gli altri laterali: specie quello del fonte battesimale, da cui è partita la mia avventura di Figlia di Dio; la cappella del crocefisso, che ha accolto le mie confessioni; la cappella della Madonna Addolorata, dove la pena della Vergine riassume ogni nostra pena; la cappella della Madonna del Rosario, così consona alla spiritualità della Famiglia Paolina, che ci invita a guardare a Lei perché sia fecondo il nostro apostolato. In Chiesa sono davvero a casa mia: mi muovo da padrona, che serve ogni fratello e sorella; mi riconcilio e riprendo slancio dopo il peccato o l’abbattimento; penso spesso, senza timore, al giorno in cui il mio corpo sosterà qui per l’ultima volta. In nessun altro posto ha questa pienezza di senso l’invito del Divin Maestro: “ Riposatevi un poco”, come nella mia Chiesa parrocchiale; perché è questa la comunità che io amo, per la quale mi sento impegnata momento per momento; con questa gente tribolo, mi confronto, gioisco e piango, lotto e spero, cado e risorgo. Comincio ogni mattina con rinnovata energia e mi ricompongo ogni sera con l’anima in pace.
A volte reclamo davvero con forza, qualcosa per me stessa: un’ora di solitudine per l’introspezione, un’ora di riposo vero.
Ma quanto più, fuori, sono uscita da me stessa, tanto più mi riesce difficile ritornare al centro. Per questo ho bisogno del supporto di una struttura, lineare, armonica, accogliente, abitata dall’unica persona che mi conosce e mi ama, mi aspetta e mi conforta, mi restituisce al progetto del “Padre” pulita, esultante, giovane, riconoscente e consapevole che tutto è possibile per mezzo di Lui.

Omnia possum in eo qui me confortat” (tutto posso il colui che mi dà forza - San paolo)

 Vittoria  

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