domenica, aprile 02, 2023

Una lieta e santa Pasqua


Una lieta e santa Pasqua
    

Quest’anno Pasqua ricorre nel giorno della nascita del nostro Fondatore. È bello allora risentirlo negli auguri inviati alla Famiglia Paolina nel 1953.
   

Vi rivolgo l’augurio fraterno e pio di una lieta e santa Pasqua.

Passando di Nazione in Nazione e visitando le varie Case, sentiamo di più l’unità nello spirito paolino, la Cattolicità della Chiesa, e come ognuno possa ripetere secondo la fede: «Civis Romanus sum».

Il «Di qui voglio illuminare», lo si sente nel senso più completo: Redazione a Roma, ripetuta in traduzioni e rifacimenti adatti a ogni Nazione, tecnica e propaganda in iniziative sostanzialmente uguali, convenienti «omni creaturae».

Tre pensieri, che sono tre verità, capaci di portarci alla nuova vita in Cristo risorto, nutriranno la nostra pietà nel tempo pasquale: Cristo risuscitò da morte; credo la risurrezione della carne; risorgiamo in Cristo.

1. «Surrexit, non est hic»disse l’Angelo alle Pie Donne che piangevano, e cercavano la salma del Salvatore nel sepolcro. Abbiamo letto e meditato nei giorni scorsi profezie di Gesù nel Santo Vangelo: specialmente tre; ma dicono sempre due cose: «Ecco noi saliamo a Gerusalemme e si adempirà tutto quanto fu scritto dai Profeti intorno al Figlio dell’Uomo. Egli sarà dato nelle mani dei Gentili e sarà schernito, flagellato e coperto di sputi; e dopo averlo flagellato, l’uccideranno; ma il terzo giorno risorgerà» (Luc 18,31-33). Ed ecco, guidati da una realistica e toccante liturgia, nelle ultime due settimane abbiamo considerato le pene e la morte redentrice di Gesù. Ora, per quaranta giorni, la Chiesa ci guiderà a considerare: «Resurrexit propter justificationem nostram».

Adorare Gesù Cristo vincitore dell’errore, del peccato, dell’idolatria, della morte; adorare Gesù Cristo che si costituisce qui Centro e Dominatore della storia; adorare Gesù Cristo vincitore del demonio a cui strappa la preda; adorare Gesù Cristo, umiliato e fatto obbediente «sino alla morte di croce. Perciò Iddio lo esaltò, e gli diede un nome che è sopra ogni altro nome, affinché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi, in cielo, in terra e nell’inferno, e ogni lingua confessi che il Signore Gesù Cristo è nella gloria di Dio Padre» (Fil 2, 9-11).

La Chiesa ha una sequenza che ci illumina, conferma, muove verso Gesù Cristo risorto. Consideriamola nella sua chiarezza efficace: «Alla Vittima pasquale offrano lodi i cristiani [...] ».

2. «Credo la risurrezione della carne». Dopo la morte e il breve momento di miserabile trionfo dei suoi nemici, Gesù Cristo risorse, e con le varie e sicure sue apparizioni, ne assicurò i Discepoli e il mondo.

Moriremo anche noi; e la morte accettata nelle disposizioni di Gesù: "non come voglio io, ma come vuoi tu", sarà espiazione del peccato e umiliazione del nostro orgoglio.

Ma «omnes resurgemus»: Tutti risorgeremo. Il corpo degli Eletti, a somiglianza del Corpo glorioso di Gesù e di Maria, risorta e assunta al cielo, sarà adorno di splendore celestiale, diverrà impassibile, immortale, sarà dotato di sottigliezza ed agilità. Il corpo si semina nella corruzione, e risorge incorruttibile; si semina ignobile, risorge in gloria; si semina debole, risorge in forza; si semina corpo animale, risorge corpo spirituale (1Cor 15,42-44.)

Chiaramente sappiamo, e umilmente meditiamo: Tutti risorgeremo, ma non per tutti avverrà cambiamento (1Cor 15,51). I cattivi risorgeranno non con un corpo impassibile, ma per venire tormentati: «Ite in ignem aeternum».

Considereremo allora un tratto vivo del Vangelo: «Se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavatelo; è meglio per te entrare con un sol occhio nel regno di Dio, che esser gettato con due occhi nella geenna del fuoco inestinguibile dove il verme non muore e il fuoco non si estingue. [...]» (Mar 9,42-47).

Al contrario: «I Giusti risplenderanno come il sole». E con gioia ripeteremo e canteremo le Beatitudini: Beati [...].

3. «Risorgiamo in Cristo»secondo l’invito della Chiesa. Giacché per un uomo, Adamo, tutti siamo diventati peccatori; così per l’opera di un uomo, Gesù Cristo, tutti diventiamo giusti. Adamo prese dall’albero il frutto che divenne veleno per sé e per tutta la sua discendenza; ma vi è ora il frutto benedetto di Maria, Gesù, che l’umanità può raccogliere, dall’albero della croce e diviene: «Pace, vita, risurrezione nostra». Raccogliere questo frutto con una devozione sapiente e pratica a Maria.

Recitiamo il «Regina Coeli» e i misteri gloriosi. Questi misteri indicano la vita nuova in Cristo e in Maria risorti; e ci otterranno di vivere, ora e ogni giorno questa vita divina.

Risorga il mondo: «Cristo risusciti in tutti i cuori, / Cristo si celebri, Cristo si adori. / Gloria al Signor. / Chiamate, o popoli, del regno umano / Cristo sovrano. / Gloria al Signor».

Non giace forse gran parte del mondo nell’errore, nel peccato, nella idolatria? Il nostro apostolato suoni potente la tromba della risurrezione: «Fratres, hora est de somno surgere»: Sorgete, o uomini, e cominciate a detestare ciò che avevate seguito, e a seguire Cristo che avevate ignorato o disprezzato.

All’Apostolato tutti: voi Paolini, voi Paoline. Redazione, tecnica, propaganda. Edizioni di stampa, cinema, radio, televisione. Dio lo vuole: lo vuole la Chiesa lo vogliamo anche noi.

I figli e le figlie ricevono l’eredità del Padre. Figli e Figlie di S. Paolo accogliete con gioia le eredità del Padre, di San Paolo, la sua sapienza, i suoi consigli, i suoi esempi in ogni virtù, il suo spirito di pietà, il suo zelo per tutte le anime, per tutti i popoli. Sempre tenete presenti le varie nazioni: non vi sono razze, ma solo anime create per il cielo e redente dal sangue di Gesù; e Gesù tutti invita alla sua scuola: «Venite ad me omnes».

Ci illumini la luce di Gesù Cristo, ci conforti e sostenga la potenza del Padre, ci consoli e santifichi l’infusione dello Spirito Santo.

Et benedictio Dei omnipotentis: Patris, et Filii, et Spiritus Sancti, descendat super vos et maneat semper. Amen.

Beato Giacomo Alberione
(Città del Messico, Pasqua 1953)

 da Coop.Paolino


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