L’Annunciata di Antonello da Messina e libro d’arte
L’ANNUNCIATA
L’angelo, sorprendentemente, non vi compare, ma la sua presenza si percepisce dalla luce che illumina il volto della fanciulla e dal movimento delle sue mani: tale assenza, teologicamente innovativa, unita alla posa di Maria, causa a chi guarda il dipinto una leggera tensione in un’atmosfera coinvolgente.
Colta nel primo attimo del fatale annuncio, Maria è avvolta in un mantello azzurro che incornicia armoniosamente l’ovale perfetto del suo viso, e mentre con la mano destra esprime la sua sorpresa come a voler fermare l’angelo, con la sinistra si stringe al petto il mantello quasi inconsapevolmente, mostrando un’espressione dolce e intensa, in un’estrema naturalezza complessiva dei movimenti e di tutto il busto. Si intravede anche l’abito rosso coperto dal mantello.
Il viso ed il corpo sono frontali, il suo sguardo è rivolto in basso a destra, mentre alla sua sinistra ha un leggio con un libro aperto e le pagine sollevate. Il fondo è scuro e privo di particolari.
Su questo libro – evidente allusione ad una sacra, profetica scrittura – esistono molte interpretazioni, anche fantasiose e anacronistiche: la più affascinante è invece l’ipotesi che le pagine sarebbero sfogliate per la presenza dello Spirito Santo o Ruah in ebraico, che nel suo senso primario significa soffio, aria, vento, respiro, sostituendo così la più tradizionale colomba bianca della simbologia.
Maria qui non è ancora la Madonna, ma semplicemente una fanciulla, celestiale nelle vesti e nell’aspetto ma senza alcun segno di divinità: né aureola, né angeli svolazzanti o adoranti, solo una giovane donna che, intenta a pregare nella penombra della propria esistenza, improvvisamente scopre che in lei si sta compiendo un’opera divina, nei momenti prima del suo « Eccomi… » (Lc 1,38).
“Vergine madre, figlia del tuo figlio, umile ed alta più che creatura”
(Par.-XXXIII, 1-2)
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