IN CAMMINO VERSO IL 2014
EDITORIALE - UNA DUPLICE STORIA a cura della Redazione
Il centenario della Famiglia Paolina: un’occasione per prepararci e fare memoria, ma anche incentivo a riprendere con fiducia rinnovata sulle orme di san Paolo e del beato Alberione.
IL 20 agosto 2014 la Famiglia Paolina festeggerà cento anni! Sarà un evento da celebrare ma anche un appuntamento, e agli appuntamenti è bene arrivare preparati e ben coscienti di cosa festeggiare.
Ci sono, infatti, tanti tesori nascosti nella storia paolina che vale la pena di scoprire o riscoprire. Per tutti è, dunque, l’invito tutti a prepararsi. Certo ci saranno commissioni preparatorie ed eventi celebrativi, ma vale la pena di prepararsi anche personalmente.
Qualcuno potrebbe contestare che c’è ancora tempo, a che serve partire con tanto anticipo? Serve a prendere coscienza di quello che siamo e di quanto dobbiamo ringraziare la Provvidenza. Servirà anche di antidoto contro un certo scoraggiamento che serpeggia qua e là: stiamo invecchiando, non riusciamo più a fare... Quasi fosse solo merito umano quanto finora realizzato: la Provvidenza non ha ancora fatto fallimento!
Ma un appuntamento è anche un’occasione per un esame di coscienza. È necessario ricordare quanto è accaduto, cosa è stato fatto e anche riconoscere umilmente gli errori che inevitabilmente si fanno (e anche quelli evitabili).
Memoria ed umiltà - Un esame di coscienza vero è quello che riconosce a Dio quanto è suo e saper ammettere quanto invece è solo nostro. Perciò questo esame va preparato con calma, nella preghiera e nella riflessione, ma anche nella conoscenza di quanto è accaduto, di quanto è storia. Molti eventi fanno parte ormai della storia perché la memoria di chi li ha vissuti in prima persona non è più con noi.
Ecco perché è bene iniziare per tempo, per fare memoria. Così con queste pagine, anzi con le ultime pagine di questo numero de "Il Cooperatore Paolino" si è pensato di iniziare un cammino di memorie e di ricordi degli inizi, a partire dalla nascita del beato Alberione nel 1884 per arrivare al 2014 un po’ più preparati.
Gli appuntamenti, in realtà, sono più d’uno se nel 2014 si festeggia il centenario della prima fondazione alberioniana; nel 2015 celebreremo il secolo per la seconda: le Figlie di San Paolo; e già nel 2017 il centenario dei Cooperatori. La Famiglia Paolina, infatti, è nata in fretta e subito mostrando diversi riflessi dell’unica luce come un diamante che deve il suo splendore al rifrangersi della luce sulle molteplici facce.
Già in passato l’avvicinarsi di un anniversario paolino è stato occasione per approfondire la conoscenza del nostro carisma.
Un’occasione per approfondire - Avvicinandosi il 40° di fondazione alcuni paolini pensarono che fosse bene approfittare della ricorrenza per qualche approfondimento circa la nostra vocazione paolina e circa il nostro Fondatore. Che informato diede volentieri il suo assenso, anzi riconobbe che era il tempo di scrivere qualcosa. E, infatti, consegnò dei fogli manoscritti a don Roatta con il testo che poi sarebbe diventato il testo di "Abundantes Divitiae".
Ma i lavori per la pubblicazione del libro celebrativo "Mi protendo in avanti" erano già avanzati (ed infatti uscì nell’estate del 1954) non si poté tener presente di quegli appunti. Il testo fu poi pubblicato, col titolo "Io sono con voi" solo nel 1969 in occasione del Capitolo Generale speciale.
Ma in quel testo che riporta la storia carismatica dei paolini il beato Alberione ha voluto evidenziare come sia stata la Provvidenza a guidare gli eventi e che "egli ha piuttosto assecondato, quasi subìto" (cf. AD 6) questa storia di grazia. Anzi si tratta di una duplice storia: quella della Provvidenza divina e quella di paolini sulle orme di san Paolo e dell’Alberione stesso.
«Se per condiscendere a voi, egli volesse narrarvi qualcosa di quanto ancora ricorda e credete utile per la Famiglia Paolina, dovrebbe raccontare una duplice storia: la storia delle Divine Misericordie per cantare un bel "Gloria in excelsis Deo et in terra pax hominibus". Inoltre, la storia umiliante della incorrispondenza all’eccesso della divina carità e comporre un nuovo e doloroso "Miserere" pro innumerabilibus negligentiis, peccatis et offensionibus»." (AD 1).
Meditare sulla duplice via - Nel nuovo millennio, all’appressarsi del centenario di fondazione, bisogna seguire la stessa via indicata dal Fondatore e meditare questa duplice via: quella della grazia che permea e vivifica la storia degli uomini e quella degli uomini, chi più chi meno, che si lasciano condurre dallo Spirito.
Celebrare i cent’anni della San Paolo sarà un momento di grande gioia e di sentito ringraziamento per tutte le grazie che Dio nella sua bontà ha concesso alla "mirabile famiglia paolina" (cf. AD 3) lungo questi anni, con abbondanza e spesso anche con quella discrezione che usa lo Spirito lungo la storia della Chiesa. Cosicché l’opera della Provvidenza e quella dei paolini e delle paoline è inestricabilmente intrecciata, come nel battesimo la natura e la grazia fanno l’uomo nuovo in Cristo.
Infatti cosa avrebbero potuto fare queste persone "debolissimi, ignoranti, incapaci, insufficienti in tutto" – come ci ricorda il "Segreto di riuscita" – se Dio non avesse operato per mezzo loro!
Fare memoria non è rimpiangere il passato perché si teme il presente, al contrario. È vero invece che chi perde o distorce la propria memoria perde la propria identità.
Ricordare il passato è dunque un momento per riprendere fiato, per poter avanzare più celermente e più decisamente. Prepararsi a celebrare il centenario della Famiglia Paolina significa prepararsi a incamminare verso gli anni di storia che ci attende.
Noi abbiamo ancora qualcosa da dare al mondo di oggi. Perché il dono di Dio che la Famiglia Paolina è, ancora deve essere donato alla Chiesa e agli uomini di oggi. Abbiamo qualcosa da dire e da dare all’uomo di oggi (e di domani) perché don Alberione ce lo ha lasciato come eredità perenne nella Chiesa.
Il centenario della Famiglia Paolina: un’occasione per prepararci e fare memoria, ma anche incentivo a riprendere con fiducia rinnovata sulle orme di san Paolo e del beato Alberione.
IL 20 agosto 2014 la Famiglia Paolina festeggerà cento anni! Sarà un evento da celebrare ma anche un appuntamento, e agli appuntamenti è bene arrivare preparati e ben coscienti di cosa festeggiare.
Ci sono, infatti, tanti tesori nascosti nella storia paolina che vale la pena di scoprire o riscoprire. Per tutti è, dunque, l’invito tutti a prepararsi. Certo ci saranno commissioni preparatorie ed eventi celebrativi, ma vale la pena di prepararsi anche personalmente.
Qualcuno potrebbe contestare che c’è ancora tempo, a che serve partire con tanto anticipo? Serve a prendere coscienza di quello che siamo e di quanto dobbiamo ringraziare la Provvidenza. Servirà anche di antidoto contro un certo scoraggiamento che serpeggia qua e là: stiamo invecchiando, non riusciamo più a fare... Quasi fosse solo merito umano quanto finora realizzato: la Provvidenza non ha ancora fatto fallimento!
Ma un appuntamento è anche un’occasione per un esame di coscienza. È necessario ricordare quanto è accaduto, cosa è stato fatto e anche riconoscere umilmente gli errori che inevitabilmente si fanno (e anche quelli evitabili).
Memoria ed umiltà - Un esame di coscienza vero è quello che riconosce a Dio quanto è suo e saper ammettere quanto invece è solo nostro. Perciò questo esame va preparato con calma, nella preghiera e nella riflessione, ma anche nella conoscenza di quanto è accaduto, di quanto è storia. Molti eventi fanno parte ormai della storia perché la memoria di chi li ha vissuti in prima persona non è più con noi.
Ecco perché è bene iniziare per tempo, per fare memoria. Così con queste pagine, anzi con le ultime pagine di questo numero de "Il Cooperatore Paolino" si è pensato di iniziare un cammino di memorie e di ricordi degli inizi, a partire dalla nascita del beato Alberione nel 1884 per arrivare al 2014 un po’ più preparati.
Gli appuntamenti, in realtà, sono più d’uno se nel 2014 si festeggia il centenario della prima fondazione alberioniana; nel 2015 celebreremo il secolo per la seconda: le Figlie di San Paolo; e già nel 2017 il centenario dei Cooperatori. La Famiglia Paolina, infatti, è nata in fretta e subito mostrando diversi riflessi dell’unica luce come un diamante che deve il suo splendore al rifrangersi della luce sulle molteplici facce.
Già in passato l’avvicinarsi di un anniversario paolino è stato occasione per approfondire la conoscenza del nostro carisma.
Un’occasione per approfondire - Avvicinandosi il 40° di fondazione alcuni paolini pensarono che fosse bene approfittare della ricorrenza per qualche approfondimento circa la nostra vocazione paolina e circa il nostro Fondatore. Che informato diede volentieri il suo assenso, anzi riconobbe che era il tempo di scrivere qualcosa. E, infatti, consegnò dei fogli manoscritti a don Roatta con il testo che poi sarebbe diventato il testo di "Abundantes Divitiae".
Ma i lavori per la pubblicazione del libro celebrativo "Mi protendo in avanti" erano già avanzati (ed infatti uscì nell’estate del 1954) non si poté tener presente di quegli appunti. Il testo fu poi pubblicato, col titolo "Io sono con voi" solo nel 1969 in occasione del Capitolo Generale speciale.
Ma in quel testo che riporta la storia carismatica dei paolini il beato Alberione ha voluto evidenziare come sia stata la Provvidenza a guidare gli eventi e che "egli ha piuttosto assecondato, quasi subìto" (cf. AD 6) questa storia di grazia. Anzi si tratta di una duplice storia: quella della Provvidenza divina e quella di paolini sulle orme di san Paolo e dell’Alberione stesso.
«Se per condiscendere a voi, egli volesse narrarvi qualcosa di quanto ancora ricorda e credete utile per la Famiglia Paolina, dovrebbe raccontare una duplice storia: la storia delle Divine Misericordie per cantare un bel "Gloria in excelsis Deo et in terra pax hominibus". Inoltre, la storia umiliante della incorrispondenza all’eccesso della divina carità e comporre un nuovo e doloroso "Miserere" pro innumerabilibus negligentiis, peccatis et offensionibus»." (AD 1).
Meditare sulla duplice via - Nel nuovo millennio, all’appressarsi del centenario di fondazione, bisogna seguire la stessa via indicata dal Fondatore e meditare questa duplice via: quella della grazia che permea e vivifica la storia degli uomini e quella degli uomini, chi più chi meno, che si lasciano condurre dallo Spirito.
Celebrare i cent’anni della San Paolo sarà un momento di grande gioia e di sentito ringraziamento per tutte le grazie che Dio nella sua bontà ha concesso alla "mirabile famiglia paolina" (cf. AD 3) lungo questi anni, con abbondanza e spesso anche con quella discrezione che usa lo Spirito lungo la storia della Chiesa. Cosicché l’opera della Provvidenza e quella dei paolini e delle paoline è inestricabilmente intrecciata, come nel battesimo la natura e la grazia fanno l’uomo nuovo in Cristo.
Infatti cosa avrebbero potuto fare queste persone "debolissimi, ignoranti, incapaci, insufficienti in tutto" – come ci ricorda il "Segreto di riuscita" – se Dio non avesse operato per mezzo loro!
Fare memoria non è rimpiangere il passato perché si teme il presente, al contrario. È vero invece che chi perde o distorce la propria memoria perde la propria identità.
Ricordare il passato è dunque un momento per riprendere fiato, per poter avanzare più celermente e più decisamente. Prepararsi a celebrare il centenario della Famiglia Paolina significa prepararsi a incamminare verso gli anni di storia che ci attende.
Noi abbiamo ancora qualcosa da dare al mondo di oggi. Perché il dono di Dio che la Famiglia Paolina è, ancora deve essere donato alla Chiesa e agli uomini di oggi. Abbiamo qualcosa da dire e da dare all’uomo di oggi (e di domani) perché don Alberione ce lo ha lasciato come eredità perenne nella Chiesa.









